OZONOTERAPIA
Intraforaminale si tratta di un terapia infiltrativa indicata nelle radicolopatie, ovvero nei disturbi conseguenti alla compressione di un nervo da parte di un’ernia (lombosciatalgia).
Consiste nell iniettare una miscela di ossigeno-ozono, previo posizionamento di un sottile ago sotto TC nel punto in cui la radice nervosa e` compressa da un ernia.
L’ozono ha un potente effetto antiinfiammatorio e consente una netta riduzione della sintomatologia in oltre 80% dei pazienti trattati

Intradiscale Nello specifico la discolisi con ozono consiste nella somministrazione di ozono nei dischi intervertebrali: questo, grazie alla sua azione di disidratazione del disco, comporta una diminuzione del volume e di conseguenza riduzione della pressione che l’ernia o la protrusione discale effettua sul nervo.
E’ pertanto indicato nei casi di ernia o protrusione discale associata a radicolopatia, come per esempio la lombosciatalgia.
Questo trattamento in genere si associa ad infiltrazioni di anti-infiammatori in prossimità del nervo compresso (infiltrazioni peridurali ed intraforaminali) in modo da avere un rapido miglioramento della sintomatologia.

Paravertebrale. E’ una tecnica che consiste nel somministrare una miscela di ossigeno-ozono, prodotta da uno speciale macchinario, nei muscoli della zona del collo. Ottimi risultati si ottengono anche quando la sintomatologia è dovuta ad artrosi della colonna.
L’artrosi della colonna è una degenerazione della componente cartilaginea delle articolazioni con conseguente rigidità ed infiammazione dell’articolazione stessa.
Nell’artrosi della colonna vengono coinvolte piu` articolazione con conseguente rigidita`, dolore e limitazione nei movimenti.
L’ozono ha un potente effetto anti-infiammatorio e decontratturante ed è pertanto indicato nei pazienti con cervicalgia, dorsalgia o lombalgia la cui base è la contrattura muscolare.
E’ pertanto una buona indicazione nei pazienti che presentano dolore lombare che risponde difficilmente ai trattamenti farmacologici e fisioterapici tradizionali. L’ozonoterapia paravertebrale associata a questi trattamenti convenzionali ne potenzia l’effetto.
Il trattamento consiste nella somministrazione mediante iniezione di una miscela di ossigeno-ozono nella muscolatura paravertebrale effettuata in 10-12 sedute solitamente con cadenza bisettimanale.

INFILTRAZIONI EPIDURALI E INTRAFORAMINALI
Le infiltrazioni peridurali e intraforaminali sono indicate nei casi di dolore radicolare o radicolopatia, ovvero tutto quel complesso di sintomi caratterizzati da dolore e alterazione della sensibilità di una zona del corpo relativa al nervo interessato.
La sciatica è un esempio di dolore radicolare.
La procedura consiste nel posizionare un ago sottile sotto guida TC in prossimità del punto in cui il nervo è compresso e nel somministare farmaci antinfiammatori. Cio` consente di concentrare un’elevata dose di farmaco antinfiammatorio nel punto in cui effettivamente il farmaco e` coinvolto e conseguentemente arrivare ad ottenere un potenziamento dell’effetto.

BLOCCO PERCUTANEO FACCETTE ARTICOLARI

Una delle cause della lombalgia cronica è la sindrome delle faccette articolari.
La sindrome delle faccette articolari è una patologia causata dall’artrosi, cioè la degenerazione delle articolazioni interapofisarie ed in particolare della cartilagine che riveste le superfici articolari, che costituisce una sorta di cuscinetto, permettendo lo scorrimento nei movimenti della colonna.
Quando questa sintomatologia non risponde alla terapia medica e fisica tradizionale, poiché alla base del dolore vi è un’infiammazione delle componenti articolari, si può ricorrere al blocco percutaneo delle faccette articolari con infiltrazioni di cortisonici ed anestetici.
Sotto controllo TAC o fluoroscopico si introduce un sottile ago nelle articolazioni interapofisarie e si iniettano farmaci quali cortisonici ed anestetici.
L’introduzione dell’anestetico nella faccetta articolare, poiché determina una immediata scamparsa del dolore, consente peraltro di confermare correttamente la sede di origine del dolore (blocco diagnostico delle faccette articolari).
Più recentemente si può associare acido ialuronico che costituisce un lubrificante delle articolazioni. I benefici sono immediati con significativa riduzione della sintomatologia che in oltre l’80% dei pazienti trattati.
CIFOPLASTICA

La cifoplastica (BKP) è una metodica percutanea mini-invasiva molto simile alla vertebroplastica; differisce da essa perché ha lo scopo di correggere la deformità del corpo vertebrale ed è generalmente rivolta a pazienti giovani con traumi verterbali recenti con lo scopo di ricostituire la normale anatomia vertebrale nei casi di frattura con schiacciamento.
La tecnica adottata nella cifoplastica consiste nel posizionare dei palloncini all’interno della vertebra fratturata che una volta gonfiati risollevano la parte crollata; successivamente si inietta il cemento allo scopo di stabilizzare la frattura.
VERTEBROPLASTICA

La vertebroplastica è una procedura terapeutica mini-invasiva di Radiologia Interventistica per il trattamento delle fratture vertebrali dolorose.
Il principio alla base del trattamento è che il dolore della vertebra fratturata è l’instabilità; per fare un esempio, e meglio comprendere, è come se si camminasse su una gamba fratturata.
La tecnica consiste nell’iniettare, attraverso aghi metallici perfettamente conformati, di uno speciale “cemento osseo ” biocompatibile (polimetilmetacrilato PMMA) che diffonde all’interno della vertebra, solidificando in pochi minuti e conferendole stabilità; ciò comporta una rapida riduzione o scomparsa del dolore.
La procedura viene condotta sotto la guida fluoroscopica ed in alcuni casi combinata con la Tomografia Computerizzata (TAC).
L’intera procedura dura circa 1 ora, viene eseguita in anestesia locale e con blanda sedazionee si effettua nella maggior parte dei casi in regime di Day Surgery.
Oltre il 90% dei pazienti che hanno usufruito di tale terapia hanno riferito una cospicua o completa riduzione del dolore potendo così smettere di indossare il busto, ridurre o sospendere l’assunzione di farmaci analgesici e ritornare ad una vita normale.
Questa metodica può essere effettuata anche quando la frattura è conseguente ad una localizzazione tumorale e può essere associata ad altre tecniche percutanee che consentono di distruggere cellule tumorali (TERMOABLAZIONE). I risultati di questo trattamento sono sorprendenti, con netta riduzione della sintomatologia e ripresa delle normali attività quotidiane.
DENERVAZIONE DELLE FACCETTE ARTICOLARI

E’ una metodica alternativa al blocco percutaneo (link che riporta al blocco percutaneo delle faccette articolari), quando la remissione della sintomatologia è di breve durata e ricompaiono i sintomi dopo poco tempo.
Consiste nell’eseguire una denervazione, ovvero l’interruzione del nervo, con varie tecniche ablative, della zona infiammata responsabile della sintomatologia, con conseguente scomparsa dei sintomi; questa pratica tuttavia è riservata a pazienti selezionati.
Si esegue esattamente come il blocco percutaneo delle faccette articolari, pertanto sotto guida TAC o fluoroscopica, solo che al posto dell’anestetico locale viene inviata energia che riesce a creare una lesione con calore della fibra nervosa che non è più in grado di trasmettere il dolore. Il risultato è che il paziente che ha risposto positivamente al blocco riferisce completa risoluzione o netto miglioramento della sintomatologia.

NUCLEOPLASTICA

La nucleoplastica consiste nell’inserimento per via percutanea, di speciali sonde di piccolo diametro all’interno della parte più centrale del disco, il nucleo polposo.
L’applicazione di una corrente bipolare a radiofrequenza all’estremità della sonda, posizionata nel nucleo del disco intervertebrale, permette la rapida rimozione di tessuto discale, che viene vaporizzato per effetto della ipertermia indotta dalla radiofrequenza (ablazione). Si crea così all’interno del disco patologico uno spazio vuoto sufficiente ad allentare la pressione interna del disco e far rientrare l’eventuale protrusione o ernia riducendo di conseguenzal’effetto compressivo che l’ernia o la protrusione stessa esercitano sulle radici nervose. Ciò consente di ottenere una netta e rapida riduzione della sintomatologia dolorosa.